Il primato dei valori in politica

13 02 2011
di  Bartolomeo Sroge S. I.

IL PRIMATO DEI VALORI IN POLITICA

Dovendo parlare del primato dei valori in politica, anziché ripetere il discorso già fatto tante volte sui principi fondamentali su cui poggia la democrazia rappresentativa, contenuti nella nostra Costituzione, ci sembra importante piuttosto chiarire un aspetto particolare del problema, più difficile e delicato, al quale sono sensibili soprattutto i cattolici che scelgono d’impegnarsi in politica: come comportarsi quando sono in gioco i cosiddetti «valori non negoziabili»? Infatti, il problema del rapporto tra «valori» e politica è divenuto più acuto, non solo perché la questione sociale è divenuta ormai «questione antropologica», ma anche perché oggi i cattolici militano in tutti i partiti, nei quali convivono necessariamente con tradizioni culturali
diverse, che non hanno la medesima comprensione dei valori che il Magistero della Chiesa giudica «non negoziabili» per la coscienza cristiana.
Non è una questione da poco, perché essa si traduce in una domanda di estrema gravità: nella situazione culturalmente e politicamente frammentata di oggi i cattolici sono in grado, sì o no, di comportarsi nello stesso tempo da autentici cristiani e da sinceri democratici? Sono capaci, sì o no, di fare unità nel rispetto delle diversità, di realizzare la necessaria mediazione culturale e politica senza tradire i valori di cui sono portatori, recependo quanto di valido vi è nelle differenti tradizioni culturali? In una parola, come possono oggi i cattolici aiutare l’Italia a uscire dalla difficile crisi in cui si trova? Leggi il seguito di questo post »




Attivamente

10 02 2011

Dalla riunione del 8 Febbraio 2010

 

Buon pomeriggio cari volontari approfitto di una pausa dallo studio per aggiornaci sulla nostra situazione…  durante l’ultimo incontro non abbiamo continuato la formazione… dopo l’incontro di padre Sorgi eravamo un po’ stanchi e poi ci siamo lasciati un po’ prendere dall’euforia della cena tutti insieme e dall’aria festosa che si era creata… ne abbiamo approfittato per vedere un po’ i video delle vecchie colonie e le ultime foto fatte da alberto durante la roccolta fondi per l’AIFO … quindi il prossimo tema della nostra formazione, che è ‘la dottrina sociale della chiesa’, sarà svolto al prossimo incontro… anche se un veloce quadro generale sulla materia ci è già stato presentato da francesco… inoltre abbiamo riaggiornato e ripassato i nostri prossimi appuntamenti che vi elenco in seguito Leggi il seguito di questo post »





Una fede senza chiesa

5 02 2011

 

Può esistere uno spirito religioso in un non credente? Un desiderio di trascendenza che superi l’ostilità delle posizioni storiche. Le difficoltà ad accettare posizioni ufficiali della Chiesa in aperto contrasto con il proprio punto di vista morale?


FEDE E’ SOSTANZA DI COSE SPERATE PROVA DELLE REALTA’ CHE NON SI VEDONO:

Einstein diceva che l’immaginazione è più importante della conoscenza e in effetti l’immaginazione è la prima forma di credenza, prova delle realtà che non si vedeno. Delle religioni probabilmente m’è sempre importato poco, sono degli strumenti (non gli unici atti allo scopo), dei mezzi e non dei fini in sé. E’ più importante la credenza come capacità di anticipare gli eventi, di sperare l’insperato, di vedere ciò che non visibile agli occhi. In un mondo così tetro, squallido, egoista e superficiale, la fede mi appartiene come prova delle cose in cui credo, ma che proprio non si vedono. Ad essa non saprei rinunciare, perché non so arrendermi al senso di nausea e orrore che producono in me certe bassezze e meschinità dell’uomo quando insiste sul proprio fratello. Si può anche fare a meno di Dio, ma credere fermamente in qualcosa è ciò che ci innalza dalla nostra bestialità.
In realtà mi dispiaccio molto quando sento attaccare  la chiesa in modo aggressivo, quasi fosse lei l’origine di tutti i mali. C’è chi dice però che l’aggressività sia un mezzo di difesa e ho buone ragioni per credere che sia così. Mi dispiaccio perché, ateo o laico che sia, quando qualcuno sente l’esigenza di difendersi vuol dire che ha percepito un ostilità da parte dell’altro. Mi dispiaccio molto perché in molte critiche che gli atei fanno alla chiesa, percepisco molta più moralità di quella che lei si ostina ad imporre e perché quando Dio venne non impose un bel niente, ma imposero a lui la violenza, non giudico nessuno ma si offri per essere giudicato.
Il verbo universale non è il giudizio (funzione prettamente umana) ma la testimonianza personale che ciascun credente fa ogni giorno con i propri gesti, l’esempio concreto nella propria vita. Si può essere buoni testimoni della verità o terrificanti esempi di missenso. La verità non si impone, non giudica e non condanna, semplicemente si rende manifesta. Chi è disposto a mettere tutto se stesso nelle cose in cui crede, chi è disposto a morire, ma soppratutto a vivere per le cose in cui crede è per ciò stesso nel vero.

Perdonate i pensieri sparsi e il poco rigore argomentativo. Alcune cose posso suonare come provocazioni, ma questo è certamente uno spazio libero dove è possibile discutere in tutta serenità e sentirsi a casa.

Alessio





La Casina

29 01 2011

Dalla riunione del 28 Gennaio 2011

 

Cari ragazzi vi informo del nostro ultimo incontro. Abbiamo discusso intorno ad un tema assai interessante che metterò sulla nostra pagina di Facebook.

Circa le decisioni:

domani sabato 29 io , Alberto e un giovane amico regista andremo al Centro Astalli per vedere di organizzare le riprese del DVD illustrativo sulle attività del centro.

domenica 6 febbraio…VENDITA MIELE AIFO…davanti alla chiesa di San Giuseppe (CEI) … vi manderò presto del materiale illustrativo per spiegarvi l’iniziativa…ad ogni modo: convocazione plenaria del gruppo! dobbiamo esserci…per dare dimostrazione che siamo presenti in questi eventi di soldaietà…

– dopo la messa e la vendita per chi vorrà daremo una sistemazione ulteriore alla nuova sede che ormai va solo pulita e sistemata secondo i nostri desideri. Allora…ci vediamo poco prima delle 11.00 per sistemare i banchetti e naturalmnte dopo la messa verso le 12.00…a seguire per chi lo desidera un po di lavoro alla casina.

PROSSIMO incontro di formazione del nostro gruppo MARTEDI 8 febbraio ore 21.10.

-abbiamo cominciato a parlare del campo estivo con i ragazzi del doposcuola del Centro Astalli che andrà concordato con i responsabili e che sarà un po’ la nostra meta di SERVIZIO per la prossima estate…a meno di altre proposte aggiuntive.

– in settimana qualcuno di noi ha iniziato il servizio al doposcuola…questo è importate ….è evidente che siamo invitati tutti ad organizzarci in base alle nostre possibilità…comunque ricordo: dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 18.00 io sono presente sempre al lunedì ed Angelo al giovedì.

per il 23 maggio, giornata della memoria di Falcone e Borsellino , daremo una mano all’organizzazione dell’evento inseme al CEI e alla CVX.

– sembra ormai difficile, e per tanti motivi, la partecipazione del gruppo alle giornate di commemorazione delle vittime nella lotta contro la mafia a Potenza nel prossimo marzo…

Continuano gli incontri di formazione organizzati con la CVX…dopo quello sui diritti e Amensty di venerdi scorso… il PROSSIMO sarà il 18 FEBBRAIO… su ” Disabilità e diritti umani”….dalle 18.30 alle 20.00.





Fiocchi di neve, calore di casa

22 01 2011

di Carolina Nuzzo, dal Viaggio di ritorno da Sighet


Sorrisi sinceri, risate spontanee, condivisione di vite.

Intrecci di storie, chi ha troppo…chi nulla. Chi sa essere grato per poco, quasi niente. Chi da valore alla gioia, quella vera: perché è un dono raro…da ricevere, scambiare.

Sono queste alcune delle immagini che mi porto a casa dopo i giorni trascorsi a Sighet: una cittadina della Transilvania in cui io e tanti altri ragazzi come me decidono di trascorrere un “Capodanno diverso”.

NO: non è un sacrificio.
Sono abituata a rispondere a questa domanda, e la porrei spontaneamente anche io.
Anche io rientro in quegli schemi che vorrebbero il primo dell’anno come un momento di svago totale, di distrazione in mezzo al chiasso dei botti, gli auguri, i brindisi, la musica. Il caos che tanto ci riempie e ci fortifica.
Beh…io questa volta ho cercato altro, e ho trovato molto di più.
Il primo dell’anno è un giorno di festa, di auguri, auspici…propositi. Diventa per chi soffre un giorno di speranza per quel riscatto sognato spesso per tutta la vita. Leggi il seguito di questo post »





Diversità nell’uguaglianza

4 01 2011

di Marta Cilluffo dalla sua esperienza al campo Rom


 

Tempo fa a scuola, nell’ora di filosofia, la prof. lesse in classe una pagina estratta da un  libro (forse “Storia dell’opinione pubblica”-non ricoro bene-) di Jurgen Habermas. Appuntai nel diario una frase in particolare che mi colpì molto:

” INCLUSIONE DELL’ALTRO SIGNIFICA CHE I CONFINI DELLA COMUNITA’  SONO APERTI A TUTTI; ANCHE – E SOPRATTUTTO- A COLORO CHE SONO RECIPROCAMENTE ESTRANEI E CHE ESTRANEI VOGLIONO RIMANERE”

Sappiamo tutti come il dibattito nel nostro Paese su questa parola “diversità”, ormai troppo usata e sgualcita, abbia preso strade ambigue, contradditorie, spesso purtroppo molto preoccupanti…. . Eppure ciò mi ha sempre portato a sperare che un giorno, sempre con il beneficio del dubbio, essa potrà identificarsi con qualcosa di bello, entusiasmante, stimolante.

E quando penso al campo Rom, al viaggio in Romania, al Centro Astalli non penso che a questi aggettivi per descrivere ciò che ho vissuto e che potrò ancora sperimentare.

Anche se non tutto è andato come speravamo, all’inizio della nostra avventura al Campo, non penso e mai penserò di aver “sprecato” energia e tempo per quelle persone, anche quando la nostra scarsa abitudine all’organizzazione, ci portava a trascorrere qualche sabato a girovagare per il campo senza fare nessuna attività programmata, ma con la sola voglia di rivedere e salutare quei visi sempre sorridenti dei bimbi e di chiaccherare, almeno per qualche minuto, con i più grandi. Poi ci sono state le colonie estive, i pomeriggi di doposcuola, la ricorrenza delle loro feste….e ogni giorno mi ripeto che siamo stati noi a ricevere un “qualcosa” da parte loro…che ci ha arricchito, ci ha resi diversi, ci ha aiutato a superare barriere di pregiudizi, ci ha permesso di guardare da un altro punto di vista…il loro….ergo a capirli…quando erano diffidenti nei nostri confronti…quando ci chiedevano soldi…quando si arrabbiavano se si sentivano usati…quando se la prendevano perchè non li andavamo a trovare per molto tempo…quando i bambini ci chiedevano di aiutarli a fare i compiti e di giocare con loro…un girotondo…una salita sulle spalle…saltellare a destra e a manca…ancora…e ancora…quando i bimbi, e anche le madri, ci chiedevano il succo di frutta e le merendine dopo una giornata passata sotto il sole… Leggi il seguito di questo post »





Il senso del Natale

27 12 2010

di Carlo Maria Martini in “Corriere della Sera” del 23 dicembre 2010

Paolo Verdi, Roma

  • Eminenza sono qui a domandarle una riflessione sul significato del Natale, oggi: che valore ha oggi questa scelta di fronte alle stortura della politica, alla crisi economica, alle violenze quotidiane, fisiche e psicologiche che i giornali rilanciano in un clima di complessiva angoscia. Le chiedo una parola di speranza, per i nostri figli soprattutto. Leggi il seguito di questo post »